Il Sommergibile Velella: Una Memoria da Onorare, un Sacrario da Riconoscere
Nel silenzio profondo del Mar Tirreno, a circa due miglia dalla costa campana, riposa da oltre ottant’anni il sommergibile Velella, affondato il 7 settembre 1943 poche ore prima dell’annuncio ufficiale dell’armistizio. Con lui, 52 marinai italiani hanno trovato la morte e oggi giacciono ancora al suo interno, in quello che di fatto è un sacrario naturale, mai formalmente riconosciuto.
Oggi, un’iniziativa civile e istituzionale propone finalmente di colmare questo vuoto di memoria: chiedere il riconoscimento del Velella come sacrario militare subacqueo della Repubblica Italiana.
Un Relitto Carico di Storia
Il Velella era un sommergibile della classe Argo, costruito nei cantieri CRDA di Monfalcone e entrato in servizio nella Regia Marina nel 1937. Partecipò a numerose missioni durante la Seconda Guerra Mondiale, navigando tanto nel Mediterraneo quanto nell’Atlantico.
Il suo destino si compì tragicamente il 7 settembre 1943, quando fu silurato dal sommergibile britannico HMS Shakespeare al largo del Golfo di Salerno. A bordo, nessuno sopravvisse. La notizia del suo affondamento, oscurata dalla drammaticità dei giorni dell’armistizio, è rimasta per troppo tempo ai margini della memoria collettiva.
Un Luogo Sacro sotto il Mare
Oggi il relitto del Velella giace a una profondità di circa 135-140 metri. Le ricerche condotte da subacquei e studiosi civili e militari hanno confermato la posizione e la condizione del relitto rendendola un sito ideale per l’istituzione di un sacrario subacqueo.
Non si tratta solo di un luogo fisico, ma di uno spazio della memoria che merita protezione e rispetto. Esattamente come è stato riconosciuto, nel 2025, per il sommergibile Scirè.
Un Quadro Normativo che Lo Permette
Secondo l’articolo 275 del Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010), è possibile istituire sacrari militari anche in mare, laddove siano presenti condizioni storiche, ambientali e umane significative. Il Velella le possiede tutte.
La recente approvazione parlamentare che ha conferito lo status di sacrario subacqueo al relitto dello Scirè crea un importante precedente giuridico. Non c’è quindi alcun ostacolo formale al riconoscimento del Velella: manca solo la volontà politica e civile di portare avanti questa scelta di giustizia e rispetto.
Perché Riconoscere il Velella come Sacrario
Il valore simbolico di questa proposta si estende oltre l’ambito militare:
- Militare, perché onora 52 servitori dello Stato morti in servizio;
- Civile, perché rafforza il legame tra la storia locale (Campania e Salerno) e la memoria nazionale;
- Culturale, perché trasmette alle nuove generazioni i valori della memoria, del sacrificio e della pace.
La Proposta
L’iniziativa oggi in campo chiede:
- Il riconoscimento ufficiale del relitto del Velella come sacrario militare subacqueo;
- L’introduzione di vincoli di tutela ambientale e culturale contro intrusioni o attività speculative;
- La promozione di attività commemorative, didattiche e di ricerca legate alla storia del Velella e al contesto bellico in cui operò.
Una Scelta di Memoria e Dignità
Riconoscere il sommergibile Velella come sacrario militare subacqueo non è solo un atto dovuto verso i caduti, ma una scelta di responsabilità morale e storica. È un modo per ribadire che, anche nel silenzio degli abissi, la memoria non muore. E che il sacrificio di 52 uomini non è stato dimenticato.
L’Italia, una Repubblica fondata anche sulla memoria dei suoi caduti, ha oggi l’occasione di trasformare un relitto in simbolo, un naufragio in lezione, un silenzio in voce.
Firma qui la petizione ed aiutaci nella mission.








